DA WASHINGTON UN’ALLEANZA CON IL MONDO ACCADEMICO PER CONSEGNARE E DIFFONDERE IL METODO RONDINE ALL’UMANITÀ

«È bellissimo per me ospitare questo incontro e questa importante discussione. Come diplomatico so che la pace non è solo deporre le armi o la firma di un trattato di pace, ma è qualcosa che si deve offrire ogni giorno. Rondine può offrire grandi opportunità: voi giovani ci date speranze, una prova quotidiana che è possibile lavorare per costruire la pace, che è necessario l’impegno di tutti a partire dalla società civile in tutte le sue articolazioni. Questa Rondine si è fermata per un giorno sopra la nostra Ambasciata: ora volerà nel mondo, ma spero che tornerà. Vi prego di considerare l’Ambasciata come la vostra casa: noi faremo tutto il possibile per sostenervi».

Queste le parole dell’ambasciatore italiano Armando Varricchio intervenuto in occasione della Prima discussione internazionale sul Metodo Rondine. Dopo il lancio della Campagna Leaders for Peace alle Nazioni Unite di New York e la presentazione dello spettacolo Dissonanze in Accordo con Oida – Orchestra Instabile di Arezzo, alla presenza del Console Generale d’Italia, Francesco Genuardi, la missione negli Usa dell’associazione toscana, impegnata per la riduzione dei conflitti armati nel mondo, continua a Washington con una conferenza internazionale che ha portato ad una prima valutazione critica del Metodo Rondine, già applicato su oltre 200 giovani provenienti da luoghi di conflitto in tutto il mondo.  Il convegno è stato ospitato il 13 dicembre, dall’Ambasciata italiana a Washington.

Un evento unico che ha visto la partecipazione di circa quindici tra i più importanti esperti ed accademici delle maggiori Università di tutto il mondo, riuniti per portare il proprio contributo sulla metodologia di Rondine sulla trasformazione creativa del conflitto, perché possa diventare uno strumento a disposizione della società globale.

«Rondine è un laboratorio, nella società globale è una periferia al centro che vuole essere sempre di più al centro dei vostri studi» ha sottolineato Franco Vaccari, presidente di Rondine. «Se Rondine ha un valore aggiunto glielo potremo dare insieme per consegnarlo e diffonderlo al mondo. Stiamo preparando un nostro ufficio studi perché Rondine diventi un  luogo di ricerca-azione globale per potenziare l’esperienza con la forza della ricerca accademica interdisciplinare».

«Il Metodo Rondine comporta un approccio molto più sofisticato e complesso dei comuni percorsi di conflict resolution» ha affermato Gerard F. Powers, uno dei massimi esperti mondiali  di studi sulla pace del Kroc Institute presso la University of Notre Dame. «Prevede un tempo lungo e che innesca il processo di guarigione delle ferite. Anche nella dimensione spirituale e religiosa Rondine è innovativa. Così come nella questione del ritorno nei Paesi di origine per lavorare sul conflitto: anche qui l’innovazione di Rondine è il lavoro di accompagnamento e di sostegno in questo percorso che è unico».

All’incontro è intervenuto anche Ricardo de Guimaraes Pinto dell’UNESCO, che ha manifestato il suo sostegno a Rondine dichiarando: «Il programma didattico che l’UNESCO vuole guidare è mirato a formare i giovani perché abbiano un pensiero critico per superare la propaganda ed essere cittadini del mondo. A 70 anni dalla II Guerra mondiale ancora c’è molto da fare; è importante lavorare insieme: la società civile e le organizzazioni come Rondine sono fondamentali».

I lavori sono stati aperti da Mons. Giorgio Biguzzi, vescovo emerito di Makeni, che ha avuto un ruolo fondamentale nella ratifica dell’accordo che ha portato alla fine della guerra in Sierra Leone nel 2002. Portando i saluti del Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Biguzzi ha ricordato il lavoro in Sierra Leone delle Rondini d’Oro, ex studenti dell’associazione, per la prevenzione della violenza e la tutela dei diritti umani nel primo progetto che ha visto l’applicazione diretta del Metodo Rondine in un paese di conflitto “Initiative for Peaceful and Democratic Election in Sierra Leone”. «Dobbiamo incoraggiare i giovani », ha detto Mons. Biguzzi, che citando  Don Primo Mazzolari ha ricordato: «La primavera viene dal fiorire dei primi boccioli, l’amore con il primo abbraccio e il volo delle rondini inizia perché una di loro apre le ali per prima. I nostri giovani sono il primo abbraccio, il primo bacio, il primo volo delle rondini».

Dopo la pubblicazione del volume Dentro il conflitto, oltre il nemico. Il «metodo Rondine» a cura di Luca Alici, edito da Il Mulino, che raccoglie i risultati della prima ricerca scientifica sul lavoro ventennale dell’associazione condotta da un team di ricerca dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Padova, lo studio oggi  si è aperto allo sguardo di altre discipline come la  filosofia, l’antropologia culturale, la psicologia sociale e la conflict resolution. Inoltre, grazie alla collaborazione con la George Mason University di Washington, è già stata avviata una nuova ricerca condotta da Daniel Rothbart, docente di Analisi e risoluzione dei conflitti.

Tra i tanti intervenuti ricordiamo i contributi di Andrea Bartoli, Rettore della Scuola di diplomazia della Seton Hall University; Jack Nusan Porte, da Harvard; Miguel Diaz, ex ambasciatore, oggi docente alla Loyola University; Michael David Kaiser, del Lutheran College di Washington; Adam Muller, della University of Manitoba; Aubrey Cox,  del United States Institute of Peace USIP; Charles Hauss della Alliance for Peacebuilding (AfP).

RONDINE ALLE NAZIONI UNITE DI NEW YORK

«Non avremmo potuto immaginare un modo migliore per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che portando Rondine, il suo esperimento e i suoi giovani nella Sala Ecosoc delle Nazioni Unite, dove si discute di sviluppo». Con queste parole l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante dell’Italia alle Nazioni Unite, ha aperto l’evento “Leaders for Peace. Rondine youth appeal for human rights”, che ha visto Rondine Cittadella della Pace protagonista al Palazzo di Vetro di New York.

«Quello di Rondine non è soltanto un esempio, ma un Metodo che credo le Nazioni Unite debbano prendere in attenta considerazione – continua l’ambasciatrice –  L’Italia sostiene esempi come Rondine, che sono portati dalla società civile e sono rivolti alle giovani generazioni: questo, secondo noi, è proprio il modo di tenere alta la bandiera dei diritti umani e di garantire che questa Dichiarazione, che ha vissuto settant’anni, continui a vivere e creare quello per cui è stata pensata: costruire, attraverso il dialogo e il superamento delle differenze e delle discriminazioni, un futuro di pace».

L’associazione italiana, invitata dalla Rappresentanza permanente dell’Italia a portare alle Nazioni Unite la propria esperienza ventennale nella formazione alla pace di giovani provenienti da Paesi in conflitto, attraverso il Metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti, ha risposto lanciando la campagna globale “Leaders for Peace”, con cui si impegna a formare nuovi leader globali di pace, in grado di guidare la società verso la progressiva estinzione dei conflitti e nuove relazioni basate sul rispetto dei diritti umani.

«Da una piccola esperienza può nascere una grande visione. Abbandonando con fatica e passione i veleni dell’inimicizia, questi giovani, si sono riconosciuti reciprocamente come persone, depositarie di diritti inalienabili, e ne è nato un dovere comune: cambiare insieme il mondo, portare pace. Un’applicazione concreta e insolita dei diritti umani permette loro di vivere già oggi quello per cui voi, illustri Ambasciatori, impegnate la vostra vita e la Vostra alta responsabilità professionale e civile, specialmente in questo luogo unico nel mondo» ha sottolineato il presidente di Rondine, Franco Vaccari.

Sono stati Noam e Chris, un giovane israeliano e una giovane palestinese, a leggere l’Appello dal prestigioso palco delle Nazioni Unite: due giovani appartenenti a popoli in conflitto, nemici tra loro, che fanno parte di quel  miliardo e mezzo di giovani che in tutto il mondo vivono divisi da muri e reticolati e sono coinvolti a vario titolo in conflitti e guerre armate. Attraverso la loro voce è stato chiesto ai 193 Stati membri e alla comunità internazionale di investire una cifra simbolica, pari al costo di un’arma, in borse di studio per giovani leader di pace e inserire l’educazione ai diritti umani nei sistemi di istruzione nazionale.  A rafforzare l’Appello, che è  stato presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e già ricevuto il sostegno di Papa Francesco, la delegazione dei leader di pace che si sono già formati a Rondine: armeni, azerbaijani, serbi e kosovari, abcasi e georgiani, e molti altri provenienti da oltre 25 popoli diversi, in rappresentanza dei 200 ex studenti dell’associazione oggi uniti nell’organizzazione Rondine International Peace Lab.

Tra gli altri interventi quelli di Ben Majekodunmi, dell’ufficio di New York dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR e di Marie Paul Roudil, director Unesco New York che, portando i saluti di Stefania Giannini, Assistant Director General for Education UNESCO, ha annunciato: “Voi siete la fonte dell’innovazione di idee, di soluzioni concrete, la nostra speranza per un futuro migliore per l’umanità. Vogliamo vedervi al prossimo forum ESDG 4 (Education for Sustainable Development Goals) per gli obiettivi nell’educazione allo sviluppo sostenibile”.

L’evento è promosso in collaborazione con Rondine International Peace Lab e la Rappresentanza italiana presso le Nazioni Unite; co-partner l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), UNESCO, Secretary-General’s Envoy on Youth.  La campagna ha ricevuto  il patrocinio di Regione Toscana e il sostegno di CEI, Fondazione Mondo Unito, Fai – Fondation Assistance Internationale, Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, BCC – Federazione Toscana e Fondazione Baracchi. E’ possibile sostenere la campagna e firmare l’appello attraverso il sito http://leadersforpeace.rondine.org/.

POPE FRANCIS TO WORLD LEADERS: “GO TO RONDINE, WHERE YOUNG PEOPLE ARE PREPARING PEACE”

Vatican City, December the 3rd, 2018 – «You ask us to join your appeal. For my part, I will do so, and I ask the Heads of State and Government to do the same. Your voice – weak, but strong in the hope and courage of youth – can be heard on 10 December at the United Nations.»

Pope Francis supports and relaunches the Appeal at the core of the global campaign Leaders for Peace, presented today by the Rondine association during the private audience at the Clementine Hall, in the Vatican. He does so by inviting State leaders to visit Rondine and personally meet these youngsters, coming from conflict places, that every day strive for dialogue with their own “enemy” and are training to become future peace leaders.

«There is a need for leaders with a new mentality. Those who do not know how to dialogue and exchange with each other are not leaders of peace: a leader who does not try to meet the “enemy”, to sit with him at the table as you do, can not lead his people to peace. In order to do this we need humility, not arrogance: may Saint Francis help you to follow this path with courage. […] I hope your leaders go to Rondine, and see how their young people are preparing peace

Today one hundred fifty people, including students, friends and supporters of Rondine, took part in the meeting with the Holy Father, who celebrated with them the twentieth anniversary of the Tuscan association, together with Cardinal Gualtiero Bassetti, president of the Episcopal Conference of Italy, Mons. Nunzio Galantino and Mons. Riccardo Fontana, Bishop of Arezzo – Cortona – Sansepolcro:  a moment of celebration, witnessing the Pope blowing the twenty candles with the youngsters who are preparing to take the Leaders for Peace campaign to the United Nations.

«Listening to a young Palestinian and a young Israeli who together ask the governments of the world to take a step that can reopen the future, transferring the cost of a weapon from the defense budget to the education budget to form a peace leader, is a rare thing, it is a bright thing! How could you disagree? But we adults can not get away saying “Well done!”, no. I feel I have to give you all my support, my sympathy, my blessing.»

On December the 10th, the association will be at the UN Headquarter in New York to request support from the 193 Member States and the international community for the education of new global peace leaders and the spread of human rights education in the national school systems.

«[…] your appeal contains and proposes a concrete vision. In the Message for the next World Day of Peace, on 1 January 2019, which has as its theme Good politics is at the service of peace, I reiterate that political responsibility belongs to every citizen, in particular to those who have received the mandate to protect and to rule. This mission consists in safeguarding the law and encouraging dialogue between the actors of society, between generations and between cultures. Listening to you I add: between the parties in conflict. Because trust is created only in dialogue.»

«For twenty years we have been developing an educational method – named Rondine Method – very strict, based on a two-year long cohabitation, and we realized that hostility transforms into its opposite, that the concept of enemy is a trick obstructing minds, hearts and development chances – explained the President of Rondine Franco Vaccari. – A creative method we can now spread all around the world.»

«It is good that with your method you want to reach citizens and political leaders, representatives of national and international institutions at the same time. Indeed, peace is everyone’s responsability» replied the Pontifex. «May you help break down the highest walls, build bridges and eliminate impassable borders, the legacy of a world that is ending.»

President Vaccari had the honor to invite Pope Francis to inaugurate with a lectio magistralis the School for global peace leaders, that is going to take place in the Laudato Si’ classroom, inspired by the encyclic of the Holy Father.

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PAPA FRANCESCO AI LEADER DEL MONDO: “ANDATE A RONDINE, DOVE I GIOVANI PREPARANO LA PACE”

Vaticano, 3 dicembre 2018 – «Ci chiedete di aderire al vostro Appello. Da parte mia, lo farò, e domando ai Capi di Stato e di Governo di fare altrettanto. La vostra voce – debole, ma forte della speranza e del coraggio della giovinezza – possa essere ascoltata il prossimo 10 dicembre alle Nazioni Unite.»

Papa Francesco sostiene e rilancia l’Appello al centro della campagna globale Leaders for Peace, presentata oggi dall’associazione Rondine in udienza privata in Sala Clementina, in Vaticano. Lo fa invitando i capi di Stato a visitare Rondine e a conoscere di persona quei giovani, provenienti da luoghi in conflitto, che ogni giorno dialogano con il proprio “nemico” e si stanno formando per diventare futuri leader di pace.

«Servono leader con una nuova mentalità. Non sono leader di pace quei politici che non sanno dialogare e confrontarsi: un leader che non si sforza di andare incontro al “nemico”, di sedersi con lui a tavola come fate voi, non può condurre il proprio popolo verso la pace. Per far questo occorre umiltà, non arroganza: san Francesco vi aiuti a seguire questa strada, con coraggio. […] Spero che i vostri leader vengano a Rondine, e vedano come i loro giovani preparano la pace.»

In centocinquanta, tra studenti, amici e sostenitori di Rondine, oggi hanno preso parte all’incontro con il Santo Padre, che ha festeggiato con loro i venti anni dalla fondazione dell’associazione toscana, insieme al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Nunzio Galantino e mons. Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo – Cortona – Sansepolcro: un vero e proprio momento di festa, che ha visto il Pontefice spegnere le venti candeline insieme ai giovani che si stanno preparando a portare la campagna Leaders for Peace alle Nazioni Unite.

«Ascoltare una giovane palestinese e un giovane israeliano che insieme chiedono ai governi del mondo di fare un passo che possa riaprire il futuro, trasferendo il costo di un’arma dal bilancio della difesa al bilancio dell’educazione per formare un leader di pace, è una cosa rara, è una cosa luminosa! Come si potrebbe non essere d’accordo? Ma noi adulti non possiamo cavarcela con un “bravi ragazzi!”, no. Sento di dovervi dare tutto il mio appoggio, la mia simpatia e la mia benedizione.»

Il prossimo 10 dicembre l’associazione sarà al Palazzo di Vetro di New York per chiedere ai 193 Stati membri e alla comunità internazionale di sostenere la formazione di nuovi leader globali di pace e la diffusione dell’educazione ai diritti umani nei sistemi di istruzione nazionale.

«[…] il vostro Appello contiene e propone una visione concreta. Nel Messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio 2019, che ha per tema La buona politica è al servizio della pace, ribadisco che la responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Ascoltandovi aggiungo: tra le parti in conflitto. Perché solo nel dialogo si crea fiducia.»

«In venti anni abbiamo messo a punto un metodo formativo – lo abbiamo chiamato Metodo Rondine – molto esigente, fatto di una convivenza che dura due anni, e abbiamo constatato che l’inimicizia può trasformarsi nel suo opposto, che il concetto di nemico è un inganno che blocca le menti, i cuori e le possibilità di crescita – ha spiegato il Presidente di Rondine Franco Vaccari. – Un metodo creativo che oggi possiamo disseminare nel mondo.»

«È buona cosa che col vostro metodo vogliate raggiungere contemporaneamente i cittadini e i leader politici, i rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali. La pace infatti è responsabilità di ciascuno» ha risposto il Pontefice. «Possiate contribuire ad abbattere i muri più alti, a costruire ponti e a spazzare via i confini invalicabili, retaggio di un mondo che sta finendo.»

Non poteva mancare un invito a Papa Francesco da parte del presidente Vaccari per inaugurare con una lectio magistralis la Scuola di leader globali per la pace, che troverà spazio nell’aula di studio internazionale Laudato si’, ispirata all’enciclica del Santo Padre.

 

RONDINE INCONTRA IL CORPO DIPLOMATICO PRESSO LA SANTA SEDE

Vaticano, 28 Novembre 2018 – “La politica deve ritrovare il suo ruolo di mediazione sociale per edificare il bene comune e una propensione a collaborare nel ricercare soluzioni condivise, sia a livello internazionale nelle relazioni tra gli Stati che all’interno della società civile a fronte del prevalere di nuove forme di odio e intolleranza. Un contesto che oggi mette in serio pericolo l’interlocuzione sui diritti umani che abbiamo il dovere di tutelare e implementare”.

Queste le parole del Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, in occasione dell’incontro della delegazione di Rondine con il Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, promosso in collaborazione con l’Ambasciatore George Poulides, Decano del Corpo Diplomatico, che si è tenuto oggi 28 novembre, nell’Aula Vecchia del Sinodo, in Vaticano.

“L’impegno della Santa Sede è quello di promuovere il più ampio confronto possibile con tutti i soggetti e le istituzioni che si adoperano per tutelare i diritti dell’uomo e promuovere il bene comune e lo sviluppo sociale – continua il Segretario di Stato – per questo oggi esprimo il sostegno a Rondine e al suo impegno ventennale per la costruzione di una società pacifica a partire dalla formazione dei giovani, perché possano divenire quella nuova classe dirigente di cui c’è urgente bisogno, capace di dialogare e trovare soluzioni alle conflittualità sempre più diffuse e differenti, mettendo al centro il bene comune e il rispetto dei diritti di tutti, a partire dai più deboli”.

Un messaggio forte, quello del Cardinale Parolin, unito al sostegno verso la campagna globale triennale Leaders for Peace, presentata nell’occasione da Rondine, che si impegna a formare giovani leader di pace con un metodo nuovo – il Metodo Rondine, appunto – chiedendo agli Stati di sostenere questa azione, destinandovi una somma simbolica dal proprio bilancio. Un’azione di formazione rivolta contemporaneamente ai futuri leader e ai sistemi d’istruzione nazionali, che rilanci l’educazione ai diritti umani.

L’Appello – che lo scorso 11 ottobre è stato presentato al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e il prossimo 3 dicembre sarà presentato a Papa Francesco – è stato letto al Corpo Diplomatico da due giovani di origine palestinese e israeliana.

“Vi chiediamo di fare vostro questo Appello e di firmarlo – afferma il presidente e fondatore di Rondine Franco Vaccari rivolgendosi agli ambasciatori – a partire dal coinvolgimento dei colleghi Rappresentanti dei vostri rispettivi Stati presso le Nazioni Unite, in modo che l’inizio di questa campagna triennale, il prossimo 10 dicembre a New York, acquisisca immediatamente grande forza morale e politica”.

Lo stesso Appello infatti sarà presentato anche agli Stati membri delle Nazioni Unite, al Palazzo di Vetro di New York, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: Rondine interverrà su invito del Ministero degli Affari Esteri Italiano per portare la propria esperienza sulla trasformazione del conflitto.

“Questi giovani, insieme, hanno tenuto alta la fedeltà dell’appartenenza ai propri popoli, ma contemporaneamente hanno identificato e dissolto le immagini negative del nemico. Rondine ha scelto la concretezza, vuole avanzare coltivando speranze in questo modo, passo dopo passo”, conclude Vaccari. “Formare leader di pace per disseminare nel mondo un nuovo registro educativo. Formarne tanti con un metodo nuovo che sappia affrontare le sofferenze e togliere dal pianeta la suprema sofferenza della guerra. Ecco il compito che oggi possiamo condividere e, camminando, realizzare!”

RONDINE MEETS THE DIPLOMATIC CORPS TO THE HOLY SEE

Vatican City, November 28th, 2018 – “Politics must regain its role of social mediation in building the common good and a willingness to collaborate in the search for shared solutions, both internationally and in relations between the States within civil society against the prevalence of new forms of hatred and intolerance. A context that today endangers the dialogue on human rights that we have the duty to protect and implement.”

These are the words of the Vatican Secretary of State, Cardinal Pietro Parolin, at the meeting of the delegation of Rondine with the diplomatic corps to the Holy See, organized in collaboration with the Ambassador George Poulides, Dean of the Diplomatic Corps, held November 28, 2018, in the Old Synod Hall in the Vatican.

“The Holy See’s commitment is to promote the widest possible comparison with all the individuals and institutions who work to protect human rights and promote the common good and social development – continues the Secretary of State – for so today I express the support to Rondine and its twenty-year commitment to building a peaceful society starting with the training of young people so that they can become the new ruling class of urgently needed, able to communicate and find solutions to the increasing conflict most widespread and diverse, focusing on the common good and respect for all rights, starting with the weakest. “

Cardinal Parolin joined the support towards the three-year global campaign Leaders for Peace, presented by the organization Rondine, which hopes to train young leaders who will work for peace.

The Appeal – presented on October the 11th to the President of the Italian republic Sergio Mattarella and on December the 3rd to Pope Francis I – has been read to the Diplomatic staff by two youngers, one Palestinian and the other Israeli.

“We ask you to embrace this Appeal and to sign it – asserts the President and Founder of Rondine Franco Vaccari addressing the ambassadors – Starting with the involvement of your colleagues representatives at the United Nations, so that the beginning of the triennial campaign, on December the 10th, acquires immediately a huge moral and political strength”.

Indeed, this Appeal is going to be also presented to the Member States at the United Nations Headquarter in New York, on the occasion of the 70th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights: Rondine is going to participate upon the invitation of the Italian Ministry for Foreign Affairs and expose its experience in conflict transformation.

“These youngsters together, stayed truth to their own populations, but at the same time they identified and dissolved the negative images of the enemy. Rondine has chosen concreteness, aims to go on nurturing hope in this world, step by step” concludes Vaccari “Educating peace leaders to spread all around the world a new educative method. Educate many new leaders with a new method able to deal with sufferings and to wipe out from the planet the supreme pain of war. This is the duty that nowadays we can share and, together, achieve!”

RONDINE INCONTRA MATTARELLA: IL PRIMO CAPO DI STATO A RICEVERE L’APPELLO CHE SARÀ PRESENTATO ALLE NAZIONI UNITE

Roma, 12 ottobre 2018 – È stato il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella il primo Capo di Stato a ricevere ufficialmente l’Appello che Rondine presenterà ai 193 Stati membri delle Nazioni Unite il prossimo 10 dicembre, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

L’associazione sarà al Palazzo di Vetro di New York su invito della Rappresentanza Italiana e della Farnesina come unica realtà italiana che quel giorno rappresenterà il Paese e porterà alle Nazioni Unite il modello unico di trasformazione creativa dei conflitti.

L’Appello è stato letto al Presidente della Repubblica da una giovane palestinese e da un israeliano, che a Rondine dimostrano di poter convivere ogni giorno e lavorare insieme. Mattarella, cogliendo la forza del loro messaggio e di un’esperienza di vita vera, ha accolto l’Appello manifestando profonda vicinanza e incoraggiamento ai giovani di Rondine perché possano essere portatori di un cambiamento nel mondo che parta proprio dall’Italia.

La loro passione e il loro coraggio hanno emozionato e colpito nel profondo il Presidente Mattarella, che li ha incoraggiati a continuare questo percorso perché, come ci insegna la Storia, dal basso si può cambiare il mondo, anche quando sembra impossibile.

RONDINE MEETS PRESIDENT MATTARELLA: THE FIRST HEAD OF STATE RECEIVING THE APPEAL TO BE PRESENTED AT THE UN

Rome, 12th October 2018 – The President of the Italian Republic Sergio Mattarella has been the first Head of State to officially receive the Appeal that Rondine is going to present to the 193 Member State of the United Nations on next 10th of December, on the occasion of the 70th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights.

The association is going to be at the UN Headquarter in New York upon invitation of the Italian Delegation and the Italian Ministry of Foreign Affairs as the only Italian group representing the country on that day and it is going to present a unique model for the creative transformation of conflicts.

The Appeal has been read to the President of the Republic by a Palestinian girl and an Israeli young man, proving that in Rondine they can cohabitate and work together every day. Mattarella, gathering the strength of their message and their real-life experience, welcomed the Appeal with huge support and encouragement for the Rondine youths, so that they can be the bearer of a world change starting right from Italy.

Their passion and courage deeply moved and impressed President Mattarella, who encouraged them to continue this process because, as History teaches us, those at the bottom can change the world, even when it seems impossible.

FROM LA VERNA TO UN: RONDINE LAUNCHES THE CAMPAIGN LEADERS FOR PEACE

La Verna, 7th October 2018La Verna, defined by Giorgio La Pira as “the springboard for peace actions”, has been the framework for the official launch of the global campaign Leaders for Peace, that on next 10th of December is going to be presented at the United Nations on the occasion of the 70th anniversary of the Universal Declaration of the Human Rights.

The event opened with the summit “Roots and future”, recalling the story and the mission of Rondine through the witnesses of some of its founders: the president Franco Vaccari, the bishop of Grosseto Mons. Rodolfo Cetoloni and Domenico Giani, commander of the Corps of Gendarmerie of Vatican City. Aside them, there was also Felix Stanevskiy, former Russian ambassador in Italy, who supported Rondine in its first steps with its activities of second-track diplomacy.  

The core of the event was the announcement of the Appeal for the global campaign, through which Rondine is going to ask the UN Member States to detract a symbolic amount from their defence budget in order to invest it in scholarships for future peace leaders and also to include the human rights education in their national school programs, integrating them with the Rondine Method.

We need global peace leaders trained with a new method, who are capable of immediately influencing different societies and the world, directing change and propelling us forward into a new era”, read, quoting the Appeal, Manuella Markaj, vice president of the Rondine International Peace Lab, the association reuniting the former students from the Citadel of Peace which is promoting the campaign alongside with Rondine.

DALLA VERNA ALL’ONU: RONDINE LANCIA LA CAMPAGNA “LEADERS FOR PEACE”

La Verna, 7 ottobre 2018 – È stata La Verna, che Giorgio La Pira definiva “trampolino per imprese di pace”, a fare da cornice al lancio ufficiale della campagna globale Leaders for Peace, che il prossimo 10 dicembre sarà portata alle Nazioni Unite in occasione del 70° anniversario dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

L’evento si è aperto con l’incontro “Le radici e il futuro”, in cui è stata ripercorsa la storia e la missione di Rondine attraverso le testimonianze di alcuni dei suoi fondatori: il presidente Franco Vaccari, il vescovo di Grosseto mons. Rodolfo Cetoloni e Domenico Giani, comandante del Corpo della Gendarmeria vaticana. Al loro fianco anche Felix Stanevskiy, ex ambasciatore russo in Italia, che ha sostenuto i primi passi di Rondine nella sua attività di diplomazia popolare.

Cuore dell’evento è stata la diffusione dell’Appello della campagna globale, con cui Rondine chiederà agli Stati Membri delle Nazioni Unite di sottrarre una cifra simbolica dal proprio bilancio della difesa per investirla in borse di studio per futuri leader di pace e di introdurre l’educazione ai diritti umani nei sistemi di istruzione nazionali, integrandola con il Metodo Rondine.

Occorrono leader globali, leader di pace formati con metodo nuovo e capaci di influenzare subito le società e il nostro pianeta, per orientare il cambiamento e il salto in una nuova era”, ha letto, citando l’Appello, Manuella Markaj, vice presidente di Rondine International Peace Lab, l’associazione che riunisce gli ex studenti della Cittadella della Pace e che promuove la campagna insieme a Rondine.