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Il premier Conte a Rondine: “Cinque fucili per formare leader di pace”

«Confermo l’adesione alla campagna Leaders for Peace e vi porto un gesto piccolo, simbolico, ma concreto: cinque fucili. La nostra Difesa rinuncia all’acquisto di cinque fucili per sostenere la vostra campagna». Con queste parole il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la visita di questa mattina a Rondine Cittadella della Pace, ha confermato l’impegno preso a febbraio, quando firmò l’appello di “Leaders for Peace” dichiarando che avrebbe spostato il costo di un’arma dal bilancio della Difesa in borse di studio per formare leader di pace.

«Chi ha responsabilità politiche di vertice come me deve dare segnali concreti – afferma il presidente, e rilancia: – Non solo aderisco con questo gesto simbolico ma concreto, ma mi farò latore con gli altri leader di governo che incontrerò, cercando di diffondere la vostra iniziativa. Ne condivido i valori di fondo, quindi sarò vostro testimonial, con i leader di governo e i capi di stato».

Dalla Cittadella della Pace il Premier annuncia un impegno del Governo nella mediazione in tutti gli scenari globali di conflitto, dalla Libia al Venezuela, ribadendo la convinzione che «la violenza non può che generare violenza. Non è possibile pensare di stabilizzare un paese con l’intervento militare.»Il raggiungimento della pace necessita di una «feroce determinazione».

La stessa che hanno manifestato le studentesse della World House, lo Studentato internazionale di Rondine che accoglie giovani provenienti da luoghi di conflitto o post conflitto di tutto il pianeta, che hanno scelto la Cittadella della Pace per incontrare il proprio “nemico” e formarsi come leader di pace. Tra loro Stephanie, proveniente dalla Colombia, il paese che ha subito il conflitto più lungo dell’America Latina: «In Colombia essere un leader con un pensiero diverso dall’oligarchia significa morte certa. Io ho preso la decisione di affrontare le mie paure e diventare una leader di pace, perché voglio prendermi la responsabilità di essere un’agente di cambiamento nella mia società: le decisioni che prendiamo oggi saranno la realtà di domani e noi giovani vogliamo avere il diritto di decidere». Al suo fianco Sara, dalla Bosnia-Erzegovina: «Non si può risolvere un conflitto con politiche che disumanizzano l’altro, neanche con discorsi retorici che alimentano le divisioni tra un noi e loro, tra giusti e sbagliati, tra amici e nemici. Purtroppo spesso queste azioni possono diventare il preambolo delle guerre.»

«Non chiediamo il disarmo, altrimenti si confonderebbe l’obiettivo finale con il primo passo», afferma il presidente di Rondine Franco Vaccari. «Rondine ha scelto di investire sul primo passo e sul valore del simbolo e siamo felici che questo sia arrivato proprio dal governo italiano».

Alla visita presenti anche il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei, l’imprenditore umanista Brunello Cucinelli e il Segretario Generale del Ministero degli Esteri Elisabetta Belloni, dalla quale è arrivato l’invito alle Nazioni Unite, luogo simbolo dove lo scorso dicembre è stata lanciata la campagna globale “Leaders for Peace” per la riduzione dei conflitti armati nel mondo, che oggi trova il suo primo sostegno concreto. Ancora 192 quindi i Paesi Membri a cui Rondine continuerà a chiedere sostegno. Intanto il primo mattone della nuova Global Leaders School è stato posato simbolicamente dal Presidente Conte, che ha concluso: «Se si riesce a condividerlo con altri leader, e io sono nella posizione per farlo, significherebbe diffondere a macchia d’olio in tutto il mondo una nuova sensibilità».